27
Apr

Parole, in libertà?

Il 25 aprile non è stato ricordato per alcun motivo.

Non è stato festeggiato come giornata di festa nazionale, e ricordo della liberazione dal fascismo.

Non è stato ricordato come giornata del secondo V-day di Grillo avverso l’informazione.

Le analisi, in ambedue i casi, sono state fatte su molti quotidiani e su molti blog, quindi in questo post cercherò di non esagerare.

Voglio citare solo questo articolo su Repubblica, che è un bel manifesto per il Vday, e questo comparso su Articolo 21, sicuramente più leggibile.

La libertà di stampa è un concetto piuttosto vago, come tutti i concetti che riguardano la libertà o la morale. La libertà di stampa passa dai sistemi di distribuzione, dal controllo delle tipografie, da sovvenzioni statali che mi costringono a comprare un giornale anche se non lo leggo, e anche se nemmeno ne conosco l’esistenza.

Grillo, alla fine, fa anche bene a far accorrere nelle piazze centinaia di milioni di persone, ma il suo limite è quello di puntare direttamente al problema senza guardarne la causa.

Eliminare l’Ordine dei Giornalisti non serve a niente, visto il livello di certi articoli che vengono pubblicati.

Eliminare la Gasparri non risolverebbe il problema, visto che le leggi vengono fatte da chi comanda, e certo non siamo noialtri, votanti o meno che siamo.

Togliere il finanziamento ai giornali sarebbe bello, ma vorrei ritrovare quei soldi direttamente nella mia busta paga.

L’informazione è un business, qualcuno deve metterci dei soldi, poi servono gli inserzionisti (che talvolta pilotano le scelte editoriali) e magari qualche traino costituito da enciclopedie, dvd o album delle figurine. Insomma, servono soldi per mettere su un giornale.

Questo naturalmente vale per qualunque tipo di mezzo di informazione, compresi blog e netTV; c’è una grande differenza però tra le due tipologie di media, ed è che i secondi sono a contenuto generato dagli utenti, ossia dai lettori stessi del blog o della tv online, che possono facilmente decretare la bontà o meno di un articolo con i propri commenti.

Il V-day, inoltre, è stato seguito in massima parte di chi è già un utilizzatore della rete web, creando così basso impatto per raggiungere nuovi ascoltatori, che dovevano essere informati da quegli stessi giornali contro cui Grillo tuonava e tuona.

Per uscire da questo circolo, si potrebbe provare a lanciare una grande campagna di boicottaggio dei giornali e delle televisioni ufficiali, un giorno, una settimana, senza acquistare giornali.

15
Apr

nudità e perversioni della democrazia

le elezioni sono andate come voleva il 43 e passa percento della popolazione italiana. almeno così sembra.

concordo con coloro che prevedono un governo fatto di ballerine e amici del grande fratello, magari che so, la Carlucci all’Università o Borghezio alle politiche per la famiglia.

sembra che La Russa dovrebbe andare alla difesa, magari ci troviamo la moglie di Fede alla presidenza della commissione di vigilanza RAI.

Ora, le persone sono certo importanti.

Un governo in cui avesse vinto Veltroni probabilmente avrebbe avuto persone più presentabili, e di questo ne sono (quasi) convinto, anche se la Binetti ministro della Salute mi avrebbe preoccupato non poco.

Il risultato importante delle elezioni è secondo me un altro, ossia la dimostrazione di cosa sia veramente la politica, ed in particolare la politica italiana, ossia esclusivamente un paravento, una maschera dei poteri economici e finanziari che sono dietro alle sorti di ogni nazione.

Ma tralasciando discorsi di utopie anarchiche, vorrei ragionare su alcuni fattori più tecnici.

I programmi di ambedue i candidati sono stati, per la classe operaia, un vero disastro; il PD è riuscito a dire che la lotta di classe è ormai terminata, ed i sindacati, contro i bassi salari, hanno saputo esclusivamente tuonare contro il fisco esoso che si mangia i nostri stipendi.

Ma se la lotta di classe è finita, ed il vero nemico è il fisco, mi sembra perfettamente logico che la Lega Nord abbia avuto il risultato che ha ottenuto; se le grandi opere vanno rilanciate, la TAV ad esempio, non si vede perchè non si debba fare anche il ponte sullo Stretto di Messina.

Se durante il governo Prodi passa l’idea dell’INAIL che il 50% delle morti sul lavoro sono dovute ad incidenti stradali, senza che nessuno abbia avuto il coraggio e la decenza di smentire questi dati, non si vede perchè non votare Berlusconi, che della deregolamentazione ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Se il PD non ha speso una parola su come intende migliorare il grado di istruzione del paese, perchè non votare direttamente Berlusconi e sperare che tolgano direttamente gli esami di maturità, oltre che quelli di riparazione a settembre?

Industrie, banche, chiesa, hanno come sempre fortemente condizionato il voto democratico, come avviene in ogni stato moderno, semplicemente facendo scrivere ai due schieramenti programmi economicamente simili.

Chi poi li attuerà, è un particolare di secondaria importanza.

13
Apr

Stato e Democrazia

In questo post cercherò di spiegare le ragioni della mia assenza dal rito democratico del voto.

Dico subito che la mia decisione di non votare risale non ad oggi, ma dall’epoca del primo governo Berlusconi; non è dettata dall’odore schifoso dei rappresentanti del popolo italiano, e nemmeno dalla malattia del grillismo.

Io sono convinto che il sistema democratico sia un buon sistema. Ma per chi?

Il sistema democratico è l’abito politico che il sistema economico si è dato, è un meccanismo che consente di governare l’andamento di un paese rimanendo nella relativa ombra dei marmi delle banche e della borsa, delle industrie e delle cattedrali.

Ogni sistema economico si dota di una struttura statale ad esso confacente; nel tempo si sono avvicendati differenti sistemi economici e differenti sistemi politici, è andato via via modificandosi anche il concetto stesso di stato. I sistemi economici si modificano perché così è la loro natura, sono sistemi dinamici e non statici. Ma una economia non può crescere senza un cappello ideologico, una sovrastruttura che fornisca giustificazioni morali per il proprio operato; non si vede perché, altrimenti, nella storia le popolazioni siano state convinte, talvolta costrette, a muoversi in armi contro altre popolazioni convinte, o costrette, a fare lo stesso.

Non si vede perché si debbano accettare i guadagni delle aziende in borsa, i dividendi degli azionisti, gli stipendi dei supermanager, e nello stesso tempo accettare come dettato da tavole divine il calcolo dello stipendio.

Lo stato democratico è l’avallo morale, la coercizione pratica, la teologia corrente del sistema economico; inutile lamentarci della globalizzazione, degli aumenti dei prezzi in funzione di domanda ed offerta, dei rifiuti che inquinano terra ed aria. Sono i risultati del sistema capitalistico, prevedibili e naturali.

Le guerre tra popoli, la fame e la miseria, lavorare otto ore per portarne a casa due, sono tra i tipici fattori dello sviluppo capitalistico, ed il moderno concetto di stato nazionale è nato proprio per seguire e supportare l’allora nascente capitalismo.

Per poter combattere una pianta cattiva, si inizia a togliere il terreno fertile dalle sue radici.

12
Apr

Sabato santo

Ecco, questa è una magnifica giornata, direi di votarla affinchè duri sei o sette mesi.

Non si può parlare di politica, non si vedono facce di palta in televisione, non si sentono le loro voci alla radio. Il governo in carica procede con l’ordinaria amministrazione, le amministrazioni comunali e provinciali fanno ridipingere le strisce pedonali, aggiustano i semafori, piantano nuovi alberi nei parchi delle città.

La mafia non si muove in attesa di sapere chi vincerà le elezioni.

Il papa e i vescovi non dicono come bisogna comportarsi (domenica è domani, mica oggi!).

Certo, continuano a salire i prezzi, e i salari son sempre quelli, continuano a morire persone mentre lavorano, gli ospedali non hanno ancora ricevuto la normale dotazione di garze e cerotti.

Ma magari, nei prossimi due mesi….

04
Apr

Lui aveva un sogno, e noi?

Quarant’anni fa, il 4 aprile del 1968, Martin Luther King fu assassinato a Memphis alle sei di pomeriggio.
Trovate i riferimenti qui, qui e qui il testo e l’audio del suo famoso discorso.
Non voglio farla troppo lunga, rischierei di ricoprire di retorica un anniversario che di retorico non ha nulla.
All’epoca avevo sei anni e mezzo, e mio fratello quarantacinque giorni, non ricordo nulla di nulla.
Conobbi Martin Luther King un’estate particolarmente piovosa a casa di mia zia in montagna; non sapendo come passare il tempo mio cugino, di dodici anni più grande di me, mi diede alcuni libri tra cui una biografia del Reverendo King scritta da Taylor Branch.
La discriminazione è un concetto moderno, deriva dai cambiamenti nei sistemi di produzione e dalla necessità di avere a disposizione facili nemici interni contro cui scagliarsi, di avere un gancio di immediata presa per far passare sistemi religiosi a cui aderire poi in ogni loro aspetto.
La discriminazione, dei neri come degli ebrei, degli omosessuali come delle donne, va combattuta.
Non perchè, non soltanto perchè sia contraria ad un astratto concetto di morale, o di società.
Ma perchè è la pietra fondamentale della società moderna.

12
Mar

c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico

A me più che la polemica per l’inserimento di Ciarrapico nel pdl fanno riflettere le parole di Veltroni sulla lotta di classe.

Lui afferma che la lotta di classe è finita, che è ora di un nuovo patto tra tutti coloro che producono, e quindi imprenditori ed operai.

Questo è un errore grave per chi dovrebbe essere cresciuto imparando il Manifesto del Partito Comunista a memoria.

Il lavoratore dipendente, chiamiamolo così per non chiamarlo salariato o proletario, partecipa al processo produttivo, così come lo fa una ruspa, un telaio, un calcolatore.

Con la differenza che se ad una ruspa gli dai poca benzina questa si ferma, il lavoratore invece continua a lavorare.

E questo è il risultato dei molti ‘patti’ tra lavoratori ed imprenditori, l’ultimo dei quali il famigerato accordo di luglio del ‘93, le trattative per la contrattazione decentrata, ed ancor prima il referendum per l’abolizione della scala mobile.

La lotta di classe non esiste più non perchè sia superata, ma perchè nessun partito in Italia, e men che mai il PCI massimalista di Togliatti, ha voluto guidarla.

Quando Veltroni afferma che bisogna volerci tutti bene per il benessere dell’Italia, fa finta di dimenticare che l’Italia è formata da chi detiene le fabbriche ed i giornali (non parlo di mezzi di produzione, altrimenti mi si dà del retrogrado…),  che in una consultazione elettorale contano molto ma molto di più dei lavoratori.

Questo è il senso vero della candidatura di Ciarrapico, come del resto ha detto Berlusconi: ci serve l’appoggio dei suoi giornali.

Il PD candida imprenditori ed economisti, e qualche operaio.

E’ la democrazia del supermercato, entro in uno o nell’altro, magari a seconda delle offerte della giornata. Mi serve un cattolico, un imprenditore, gli operai sono in offerta, gli ecologisti mi arrivano la settimana prossima, glieli ordino così sono freschi freschi.

A che serve quindi andare a votare?

13
Feb

Guerra e Pace

Oggi è morto un militare italiano in Afghanistan.

Ad oggi sono più di 90 i morti sul lavoro.

La differenza, quella di non avere una divisa, e di essere morti non per l’Italia, o per portare la pace americana nel mondo, ma per portare a casa uno stipendio spesso nemmeno sufficiente.

I morti sul lavoro sono più di 1000 ogni anno.

In Afghanistan dal 2004 sono morti 12 soldati italiani.

In Irak dal 2003 sono morti 33 soldati italiani. 

I soldati italiani morti a causa dell’esposizione ad armamenti con uranio impoverito sono stati 45. 

Le famiglie dei morti sul lavoro vengono economicamente dimenticate dopo poco tempo. Le aziende continuano a ricevere soldi pubblici per appalti.

Anche le famiglie dei soldati morti per contatto con uranio impoverito vengono messe a tacere, ed i processi contro le autorità militari sono penosamente lunghi.

Un soldato italiano all’estero guadagna ben più di un italiano che lavora in una fabbrica, in un cantiere, in campagna. Per non parlare dei costi per gli ’strumenti di lavoro’ di un militare: divise, pallottole, gasolio, logistica.

Non mi interessa se i militari italiani rimarranno in Iraq o in Afghanistan o dove diavolo li hanno mandati.

So però che fino ad ora i decreti attuativi sulla sicurezza sul lavoro non ci sono.

Nessun voto alla classe politica italiana, che premia solo chi viene ucciso da una pallottola sparata da un esercito straniero nemico.

11
Feb

Nelson Mandela

Nelson Mandela

Il giorno 11 febbraio del 1990, Nelson Mandela fu scarcerato definitivamente dall’allora presidente del Sudafrica.

Nel 1993 gli fu consegnato il Premio Nobel per la pace.

09
Feb

al peggio

Fino ad un mesetto fa facevo parte di Facebook, e come tale mi ero iscritto ad alcuni gruppi di discussione. Alla fine i gruppi non è che discutessero molto, o forse ero io che non avevo molto di intelligente da dire.

Quindi mi sono cancellato da FB. Uno dei gruppi a cui appartenevo era Cittadini Digitali, che mi aveva interessato perchè si doveva discutere appunto di cosa volesse dire far parte della rete. Dopo cinque minuti però mi sono accorto che più o meno lo sapevo già, così come più o meno so cosa voglia dire essere cittadino di Roma. Ossia rispettare delle regole, far rispettare i propri diritti, pagare eventuali tasse.

La discussione però poteva essere interessante, pensavo si iniziasse a parlare di digital divide e diritti di copyright, insomma, qualcosa di interessante. L’amministratore del gruppo però era di tutt’altro avviso, in quanto pensava di dover proporre dei punti fermi per una legge di regolamentazione della rete, o meglio, per mettere dei paletti oltre i quali la legge non potesse andare.

Non ci sarebbe niente di sbagliato, credo, senonchè io sia convinto che certi diritti non si acquisiscono con una legge, che può essere sempre cambiata e peggiorata, ma solo grazie alla pressione sociale di chi frequenta ed usa il web.

La discussione credevo potesse andare avanti, in ogni caso,  visto che se tutti son d’accordo, non c’è discussione, e quindi neanche bisogno di un gruppo, di discussione.

Mi arriva oggi una mail dall’amministratore, che vi riporto pari pari. Ora, chiedere di votare un tizio solo perchè promette che farà una legge per i blogger (e chi naviga senza avere un blog che facciamo, lo esiliamo?) mi sembra veramente stupido.

Ed anche se fosse, una volta che questa legge è fatta, poi che fa, se ne torna a casa il nostro parlamentare

Sinceramente, mi pare proprio una grande stronzata.

Aggiungo naturalmente anche la mia mail di risposta, ed eventuali risposte alla mia risposta vi saranno comunicate.

Il testo della mail è questo qui:

Cari Cittadini Digitali,
abbiamo trovato il primo sostenitore politico:
Edoardo Colombo, si candida con lo scopo di portare in Parlamento i punti programmatici di Cittadini Digitali.

Cittadini Digitali è senza colore politico in quanto contiene un decalogo che arriva dalla Rete. Punti che tengono conto delle reali esigenze dei Cittadini Digitali e dello sviluppo economico del Paese che a nostro parere è legato a doppio filo con la diffusione della cultura digitale.

Sostengo quindi Edoardo con una petizione: http://www.firmiamo.it/unbloggerallacamera

Lui si schiererà con Forza Italia, tuttavia noi Cittadini Digitali, siamo pronti a sostenere altre candidature attraverso qualunque schieramento politico, purché dimostrino di voler portare in Parlamento i nostri punti programmatici con impegno e determinazione.

Ora tocca a noi. Abbiamo l’occasione di far sentire la nostra voce e liberarci dai vecchi paradigmi di destra e sinistra. Noi abbiamo bisogno della Rete e la Rete ha bisogno di noi.

E questa la mia risposta:

caro Marco, ho ricevuto la tua mail sull’appoggio del tizio che farà
le leggi per i blogger.
beh, per piacere, non mi mandare più mail di questo tipo.
anzi, per piacere, non mi mandare più mail neanche di altro tipo.
che di idee cretine mi sembra ce ne siano già parecchie in giro.
ti ringrazio

08
Feb

CV

Mi sembra un ottimo curriculum. ottimo, per una di forza italia, no?