Archivio per 3 Dicembre 2007

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New Life?

Oggi si dibatte di vita sociale e vita connessa.
Mi fa un po’ sorridere la differenza tra Real Life e Virtual Life, concetti che sono ottimi per creare atmosfera in un romanzo di stile cyberpunk, ma che non hanno alcuna attinenza con quanto accade realmente, almeno nella maggioranza dei casi.
Sarebbe un po’ come se volessimo dividere la nostra vita tra i momenti in cui passeggiamo, lavoriamo, mangiamo, con i momenti in cui leggiamo un libro o un giornale, o guardiamo la televisione.
La vita sociale, quindi, è il periodo del nostro tempo che trascorriamo con gli amici, bevendo un bicchiere, dandoci pacche sulle spalle, guardandoci in viso mentre ci raccontiamo una storiella.
E’ anche il periodo in cui si mangia e si dorme, in cui lavoriamo o andiamo a prendere i figli a scuola.
Con l’espressione vita connessa intendo tutte quelle attività che svolgiamo con l’aiuto di Internet, quindi leggere giornali, notizie, scrivere agli amici, dialogare, guardare una teleconferenza o un video, ascoltare una trasmissione scaricata via podcast.
In questo caso le due formulazioni non sono antitetiche, ma complementari.
Nella vita connessa utilizziamo forum, posta elettronica, messaggi istantanei, per tenerci in comunicazione con amici, collaboratori, colleghi.
Nella vita sociale utilizziamo gli stessi metodi, probabilmente più lenti, per fare le stesse cose, lettere da spedire, telefonate, riunioni, visite ad amici.
Frequentiamo un posto, un bar ad esempio, o un circolo, oppure una biblioteca, per un po’ di tempo, poi ci stanchiamo, o passiamo ad altre attività, e la frequenza dei nostri incontri diminuisce o si azzera del tutto.
Analogamente ci iscriviamo ad una newsletter, o ad una social network, o forse apriamo un blog, e dopo un mese, o un anno, ci ritroviamo a dover mettere nello spam tutto quanto arriva in posta da mailing list che non ricordiamo più, rimaniamo fantasmi nella community che tanto ci piaceva, il blog langue e non viene aggiornato.
E’ un po’ come quando si compra la prima automobile, non si vede l’ora di andare a fare un giro, chiamando amici e conoscenti per mostrare la nostra abilità di guida magari con lo stereo a tutto volume e finestrini abbassati anche d’inverno, e finendo poi a farla impolverare in garage o utilizzarla solo per andare in vacanza o al lavoro.
Credo che tutto questo faccia parte di una ricerca di maturità nell’utilizzo della rete, ricerca che, essendo di massa, è completamente inconsapevole.
Ciò che la rete sta modificando veramente è la nascita di una pressione sociale via web.
Inondare di mail di protesta un sito, di un ministero, di un giornale, di una azienda, può superficialmente apparire come una prova di forza sterile.
Pensiamo però, ad esempio, a quanto è accaduto nel V-Day, dove le persone si sono organizzate tramite email o sul blog.
Oppure a campagne di informazione come quella sulla proposta di legge per l’iscrizione dei blog ai ROC.
O alle notizie che accompagnano l’uscita di nuovi dispositivi come Kindle ed iPod. Ed anche ai tentativi di controllo e limitazione che stanno fioccando in molti stati.

Il web è un passaparola, più veloce, più pratico, più incisivo, ed anche più informato.
Se ricevo una email da un amico, o leggo una notizia sul mio reader, sulle scarse performance dell’ultimo gioiello della tecnica, o di contraffazioni o adulterazioni, cerco di informarmi in rete su forum e blog che parlano dell’argomento.
E la decisione finale, se seguire o meno i consigli, posso prenderla con l’aiuto di qualche informazione in più.