In questo post cercherò di spiegare le ragioni della mia assenza dal rito democratico del voto.
Dico subito che la mia decisione di non votare risale non ad oggi, ma dall’epoca del primo governo Berlusconi; non è dettata dall’odore schifoso dei rappresentanti del popolo italiano, e nemmeno dalla malattia del grillismo.
Io sono convinto che il sistema democratico sia un buon sistema. Ma per chi?
Il sistema democratico è l’abito politico che il sistema economico si è dato, è un meccanismo che consente di governare l’andamento di un paese rimanendo nella relativa ombra dei marmi delle banche e della borsa, delle industrie e delle cattedrali.
Ogni sistema economico si dota di una struttura statale ad esso confacente; nel tempo si sono avvicendati differenti sistemi economici e differenti sistemi politici, è andato via via modificandosi anche il concetto stesso di stato. I sistemi economici si modificano perché così è la loro natura, sono sistemi dinamici e non statici. Ma una economia non può crescere senza un cappello ideologico, una sovrastruttura che fornisca giustificazioni morali per il proprio operato; non si vede perché, altrimenti, nella storia le popolazioni siano state convinte, talvolta costrette, a muoversi in armi contro altre popolazioni convinte, o costrette, a fare lo stesso.
Non si vede perché si debbano accettare i guadagni delle aziende in borsa, i dividendi degli azionisti, gli stipendi dei supermanager, e nello stesso tempo accettare come dettato da tavole divine il calcolo dello stipendio.
Lo stato democratico è l’avallo morale, la coercizione pratica, la teologia corrente del sistema economico; inutile lamentarci della globalizzazione, degli aumenti dei prezzi in funzione di domanda ed offerta, dei rifiuti che inquinano terra ed aria. Sono i risultati del sistema capitalistico, prevedibili e naturali.
Le guerre tra popoli, la fame e la miseria, lavorare otto ore per portarne a casa due, sono tra i tipici fattori dello sviluppo capitalistico, ed il moderno concetto di stato nazionale è nato proprio per seguire e supportare l’allora nascente capitalismo.
Per poter combattere una pianta cattiva, si inizia a togliere il terreno fertile dalle sue radici.







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