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	<title>La lotta degli dei</title>
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	<description>Girando il mondo in un bicchiere di vino</description>
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		<title>Il risorgimento del vino #1</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 22:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rolando</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia del vino]]></category>

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		<description><![CDATA[Hayez: Il bacio La storia d&#8217;Italia passa anche per la vigna. Vigneti sono presenti in tutte le province della penisola e quando arrivò il XIX secolo, ed insieme il tempo per la creazione di uno stato completamente italiano, pochi illuminati proprietari terrieri preoccupati per i propri campi credettero completamente nel Risorgimento e nei miglioramenti che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=deeproland.wordpress.com&amp;blog=2185448&amp;post=39&amp;subd=deeproland&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table class="tr-caption-container" style="float:left;margin-right:1em;text-align:left;" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align:center;"><a style="clear:left;margin-bottom:1em;margin-left:auto;margin-right:auto;" href="http://deeproland.files.wordpress.com/2011/03/il_bacio_hayez.jpg"><img src="http://deeproland.files.wordpress.com/2011/03/il_bacio_hayez.jpg?w=254&#038;h=320" border="0" alt="" width="254" height="320" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align:center;">Hayez: Il bacio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">La storia d&#8217;Italia passa anche per la vigna. </span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Vigneti sono presenti in tutte le province della penisola e quando arrivò il XIX secolo, ed insieme il tempo per la creazione di uno stato completamente italiano, pochi illuminati proprietari terrieri preoccupati per i propri campi credettero completamente nel Risorgimento e nei miglioramenti che avrebbe portato un po&#8217; di modernità.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">I due nemici mortali della vinicoltura moderna in Italia furno l&#8217;oidio e gli Austriaci. In tutta la penisola la storia della viticoltura è intimamente legata a quella dei cambiamenti politici. Garibaldi convinse i vignaioli a votare a favore dell&#8217;annessione argomentando che così avrebbero salvato le proprie vigne.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">André Julien (1766-1832), tra i primi saggisti moderni di enologia,  all&#8217;inizio del XIX secolo scriveva che il suolo dell&#8217;Italia è rinomato per la sua fertilità e per le molte varietà di prodotti della terra, e passando dalle Alpi alla Sicilia si presentano tutte le tipologie di suolo e di esposizione solare, dappertutto favorevoli alla vigna.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Purtroppo, aggiunge lo storico, gli Italiani non curavano molto il lavoro nel vigneto, preferendo una crescita quasi spontanea, senza preoccuparsi di ricercare la perfetta maturità del frutto e quindi la qualità del vino.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Ricordiamo che la Francia aveva già da molto tempo una grande conoscenza della vigna e della produzione del vino, ed avevano tecniche avanzate.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">I vini italiani, nel XVIII secolo, erano per la maggior parte dolci ed allo stesso tempo aspri, spesso grossolani, e sopportavano male sia i viaggi che il passare del tempo; in Francia si usavano già da tempo le bottiglie di vetro per il vino, mentre in Italia si era rimasti ancora al classico fiasco impagliato, con mezzo dito d&#8217;olio in superfice per non far prendere aria al vino ed un cappuccio di paglia o di foglie come tappo. </span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Insomma, la qualità non eccelsa dei vini italiani, almeno per i canoni francesi, dipendeva sia dalla negligenza nel lavoro in vigna che dalle procedure impiegate per la vinificazione, come lasciar crescere cereali e fagioli ai piedi delle colline vinicole, un metodo usato fin dai tempi di Plinio e, a quanto pare, rimasto identico fino all&#8217;epoca di Napoleone Bonaparte. </span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Lo stesso Jules Guyot (1807-1872), l&#8217;inventore del moderno metodo di  impianto in vigna, sottolineava che in questo modo si perdeva fino a tre  quarti del raccolto.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">L&#8217;Italia, enologica e non solo, era rimasta indietro di duecento anni mentre il mondo tutto intorno stava andando verso la modernità. </span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><a style="clear:right;float:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em;" href="http://deeproland.files.wordpress.com/2011/03/tavolerisorgimento.jpg"><img src="http://deeproland.files.wordpress.com/2011/03/tavolerisorgimento.jpg?w=320&#038;h=242" border="0" alt="" width="320" height="242" /></a><span style="font-size:small;">I contadini, del resto, erano poco interessati a migliorare le rese e la qualità del loro prodotto, a causa soprattutto dei soldati austriaci, che arrivavano depredando tutto quel che trovavano nei campi, e dei signorotti feudali locali che imponevano un vessatorio sistema d&#8217;imposta. Cosa poteva importare al contadino, una volta che riusciva a tenere per se quanto bastava per sopravvivere? </span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Queste furono anche le conclusioni di un altro wine writer dell&#8217;epoca, l&#8217;americano Cyrus Redding (1785-1870), che durante un suo viaggio in Italia in cui raccontava i primi moti carbonari contro i sovrani restauratori,  si rendeva anche conto del disastroso stato dell&#8217;agricoltura in generale, e della coltivazione della vite in particolare, in cui versavano le campagne italiane.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Certo, queste considerazioni erano a loro modo in parte strumentali, cercando di convincere gli agricoltori ed i vignaioli della penisola a rendersi conto che la frammentazione della terra, l&#8217;imposizione di tasse assurde, l&#8217;arretratezza culturale, erano un freno alle loro stesse possibilità di ricchezza. E questo tutto in chiave anti austriaca da parte di Francia ed Inghilterra.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">I mercati del nord Europa avevano stimolato la viticoltura di Spagna e Portogallo, migliorando anche il commercio con l&#8217;estero di altri beni, ricevendo in cambio del loro vino prodotti manufatturieri delle moderne aziende francesi, inglesi ed americane.</span></div>
<div style="font-family:Verdana,sans-serif;text-align:justify;"><span style="font-size:small;">Già Goethe, mezzo secolo addietro, aveva individuato uno dei problemi nell&#8217;arretratezza dei mercati italiani, con gli agricoltori completamente in balìa dei signorotti locali che &#8220;negli anni cattivi pretendevano denaro dai contadini per consentire loro il diritto di rimanere nelle terre, mentre gli anni buoni acquistavano il vino per quasi niente&#8221;.</span></div>
<div style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;"><span style="font-family:Verdana,sans-serif;">La situazione dell&#8217;Italia non solo agricola, era veramente pessima.</span></span></div>
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